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"Sono
stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma
Cristo vive in me" (Gal 2,20a). Con questa frase
dell'Apostolo Paolo che certamente S. Lucia avrà meditato nella
sua preghiera, durante il travaglio del suo martirio, vogliamo
introdurci quest'anno nella festa in onore della nostra santa
Patrona, vergine e martire.
L'anno
paolino ci fa cogliere ancora meglio l'unicità del martirio di
Lucia che è poi l'esperienza di tutti i martiri di Cristo e che
ancora S. Paolo esprime affermando: "Questa vita che vivo
nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha
amato e ha dato se stesso per me" (Gal 2,20b).
Ogni
martire è unico ed il suo martirio è vero, in quanto la fede
in Cristo lo porta a vivere la propria vita non più nella carne
m ad anticipare, con il disprezzo, solo apparente della propria
vita, la vita eterna di cui essi godono insieme con Cristo e con
tutti i suoi santi. I martiri e la nostra Lucia hanno
abbracciato subito "la salvezza per mezzo del Signore
nostro Gesù Cristo" (1 Ts 5,9) riservata a tutti coloro i
quali manterranno la fede. Disprezzo della vita può apparire il
martirio a chi non si fa penetrare e coinvolgere dall'Amore di
Gesù che è morto per noi "mentre eravamo ancora
peccatori" (Rm 5,8).
Con
l'Apostolo, così, Lucia ci insegna ad amare Dio ed il prossimo.
"Poiché l'Amore di Cristo ci sospinge" (1 Cor
5,14), senza questo amore che viene da Dio Padre, vano sarebbe
il suo martirio; la sua perseveranza fino all'offerta della
propria vita, sarebbe solo superbia. Invece, come Cristo che
trasforma Paolo al punto tale da ritenere che: "quello che
poteva essere per me un guadagno l'ho considerato una perdita a
motivo di Cristo" (Fil 3,7); così è Cristo che induce
Lucia a compiere ancora un altro passo sulla via che Egli le ha
indicato. A noi scoraggiati e delusi, affranti ed avvilii, dalle
tante ingiustizie, dalla volgarità e dall'immortalità
dilaganti, dall'indifferenza e dalla cattiveria gratuita,
perfino dalla maleducazione oggi imperanti, Lucia con la sua
virtù, il suo coraggio e la sua fulgida testimonianza verginale
ci guida verso Cristo, Via, Verità e Vita.
La
sua intercessione ci accompagni lungo un cammino di santità,
fortifichi i nostri cuori, tanto da confessare con Paolo ancora
oggi che: "anche lo Spirito viene in aiuto" alla
nostra debolezza (Rm 8,26).
Con
Paolo e Lucia, anche quest'anno, presi per mano dell'Immacolata,
andiamo incontro al Signore che viene, verso un futuro colmo di
speranza, di pace e di fraternità.
IL
PARROCO Mons. Giuseppe Calabrò
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