S. Lucia v.m. - La Festa 2006

 

370° anniversario

(1636 - 2006)

Ricorre quest'anno il 370° anniversario dalla prima festa in onore di S. Lucia, celebrata dal popolo di Malpasso il 12 e 13 dicembre 1636.

Il 21 luglio 1636, don Guglielmo Moncada, principe di Paternò e duca di Montalto, firmava l’atto di divisione del territorio di Malpasso da quello di Paternò. Il comune di al passo (era questo il toponimo iniziale di Belpasso) aggrappato a sud, a nord e ad ovest alle terre circostanti il monte «Pileri» in una lunga sequenza di piccoli e medi agglomerati urbani, raggiungeva così la pienezza della sua autonomia.

Una conquista, agognata da tanto tempo, che dava al Comune una fisionomia giuridica completa, agli «officiali maggiori e minori» una circoscrizione giurisdizionale ben delimitata ed ai cittadini maggior tranquillità, stanchi com’erano di sopportare i soprusi delle autorità di Paternò, le quali sul «territorio comune» avevano fatto la parte del leone. Il dottor don Pietro Romano e Stella, delegato dal principe di Paternò per la divisione del territorio, aveva fatto le cose in regola e ad evitare il persistere dei soprusi non indugiò ad emettere un’ordinanza così concepita: «ordina, provede e comanda a tutti officiali maggiori e minori, presenti e futuri della città di Paternò e terra di Malpasso, Camporotondo, Guardia e Nicolosi, che da oggi innanti habbiano e debbano osservare e fare osservare la divisione del territorio… non usando, né presumendo usare giurisdizione, per qualsivoglia causa, sia civile che criminale… l’ uni nel territorio dell’altri, né trapassare li limiti per detto delegato assegnati nel esercizio di giurisdizione, ma che ognuno habbia da esercitare, usare et amministrare iurisdizione nel suo territorio… nel quale solamente siano e si intendono officiali».

 

S. Lucia Patrona di Malpasso    

La «Universitas» di Malpasso ormai stava alla pari con gli altri Comuni, aveva il diritto di scegliersi un santo patrono a cui affidare la protezione dei cittadini residenti entro il suo territorio. Le scelte di S. Leonardo di Noblac, della Madonna del Rosario… fatte in precedenza, erano fallite perché ancora non era giunto il tempo; i cittadini non avevano ancora preso coscienza di muoversi versa un’unica comunità religiosa e civile, divisi com’erano in parecchi nuclei residenziali ed in alcuni grossi quartieri, sospettosi e diffidenti del valore di alcune grosse conquiste che si andavano profilando sul piano dell’unità e dell’autonomia comunale; non riuscivano a vedere un santo patrono comune per tutti.

Cambiata la situazione e l’organizzazione civile esterna, anche le coscienze cominciarono a cambiare; si cominciava a provare la gioia di essere un popolo unito; una comunità civica con un suo volto, un suo ordinamento, una sua fede religiosa ed una grande fiducia nel domani.

Santa Lucia Vergine e martire siracusana fu scelta e proclamata Santa Patrona del Comune; già, parecchi anni prima, la devozione era stata divulgata ed alimentata nella chiesa del convento dei PP. Carmelitani di Malpasso, dedicata alla Madonna delle Grazie, dove era un grande quadro della Santa; molti fedeli vi si recavano a pregare e spesso ritornavano a casa con profonde esperienze di fede religiosa e non mancavano di raccontare il conforto che avevano ricevuto, specialmente per la vista dell’anima e del corpo.

Il 12 e 13 dicembre del 1636, si celebrò la prima grande festa della Santa Patrona con grande gioia di tutti.

I «rettori» della festa, Vito Mirone, Gian Domenico Brazzavento, Andrea di Stefano, Vincenzo Chiari, Vincenzo di Sava, Filippo lo Mantia e i preti della Matrice adibirono per la celebrazione l’immagine della Santa, chiesta in prestito al priore dei PP. Carmelitani, P. Giovanni D’Assero, con l’impegno che, fatta la processione, l’immagine sarebbe stata restituita e rimessa al suo posto, nella chiesa della Madonna delle Grazie. Ma l’impegno non fu mantenuto.

Il 12 dicembre del 1640, il priore D’Assero «con l’intervento di tutti i monaci del convento», fu costretto a rivolgersi al vescovo di Catania, lamentando che «da quattro anni incirca… havendo uscito la detta S. Lucia, elevata a processione, quella li preti e retturi della Matrice di detta terra di Malpasso si hanno priso doppo la processione e, portatala in detta Matrice, quella non volendola più reportare in decta ecclesia di Nostra Signora della Grazia, sotto il titolo del Carmine, dove fu sempre constituita». Il convento e la chiesa della Madonna delle Grazie si sentivano defraudati. Il priore quindi sollecitava il vescovo ad intervenire e cioè «ordinare alli officiali, retturi et altri a cui spetta, che statim… vogliano e debbiano dopo fatta la processione di detta Santa, quella reportare et recondurre nella predetta ecclesia di Nostra Signora della Grazia dove per il passato sempre have stato». Il vescovo Ottavio Branciforti, intervenne subito attraverso il suo Vicario Generale don Luigi Amico. Furono minacciate pene severissime.

Però dovette passare ancora qualche anno, prima che l’immagine di S. Lucia fosse riconsegnata ai Carmelitani di Malpasso. Nonostante questi inconvenienti iniziali, la festa della Santa Patrona ogni anno si svolgeva con la massima solennità. Nella «memoria delle spese… della Università di Malpasso, moderate per ordine del principe» del 1 marzo 1638, era detto: «paga ogni anno, l’università di Malpasso… per la festività di Santa Lucia, nostra Patrona, onze 40». Una somma considerevole se si pensa che «per li vestimenti et salario dell’inserviente comunale», venivano stanziate onze 8 annue.

Anche la struttura della chiesa e il fabbisogno per la solenne celebrazione della festa secondo il cliché dell’epoca andavano completandosi e perfezionandosi. Si legge infatti in alcune carte d’archivio della «costruzione di una ricca cappella di S. Lucia», de «l’acquisto di una immagine», de «la costruzione della vara per lo tornio», della lavorazione in seta di alcuni stendardi, della provvista del «panno et alcuni torci» e de «li seggi delli magnifici giorati», che un apposito inserviente, nei giorni della festa, andava trasferendo «nelle chiese dove riposava la Santa».

 

(tratto da S. Lucia nella storia di Belpasso - Le origini 1636 - 1669. di Mons. F. Mio)