Nella festa di S. Lucia a Belpasso, tanti sono i momenti che ne caratterizzano il contenuto: da quello spettacolare dei "carri" a quello ricco di fede della "tredicina ". Dal 30 novembre per tredici giorni i fedeli si recano in chiesa Madre, alle 5 del mattino, rinunciando alla parte migliore del sonno, sfidando la pioggia ed il freddo delle mattine di dicembre, per partecipare alla S. Messa. Si tratta di un'antichissima tradizione che la gente di Belpasso perpetua ogni anno è una sorta di preparazione spirituale alla festa. Si fa proprio alle 5 del mattino per poter permettere a coloro che lavoravano alla "chiana" di parteciparvi per poi, protetti da S. Lucia, affrontare il loro lungo giorno nei campi, con la "mula" per rientrare stanchi a tarda sera. | 
Quadro realizzato da Don Raffaele Stramondo, esposto sull'altare maggiore nei giorni della tredicina. E' anche il simbolo del "Circolo Cittadino S. Lucia" |
Per la tredicina di S. Lucia viene invitato un sacerdote diverso ogni anno, possibilmente proveniente da una realtà completamente diversa da quella nostra, per questo motivo il "predicatore" era a volte un "benedettino" a volte un "francescano".Ancora oggi, comunque si conserva questa caratteristica, la "tredicina" infatti possiede la particolarità dell'omelia detta "predica" che non è altro che il racconto della vita, della santità, del messaggio di Lucia, rivisto ai giorni nostri alla luce del passo del Vangelo proclamato durante la S. Messa. Prima della S. Messa viene recitata la "tredicina", tredici strofe di affidamento a S. Lucia concluse da una preghiera finale. Caratterizzano la "tredicina" i canti di S. Lucia eseguiti dopo la Comunione ed alla fine della S. messa, il più caratteristico dei quali, "Evviva Lucia", viene eseguito, una strofa al giorno e poi tutt'intero ai lati dell'altare il 12 mattina, da sole voci maschili (tranne il ritornello), richiamando il tipico modo con cui lo cantava, anticamente, don Lucianu "Sgridda " dettu "U riginu", con la voce roca, quasi al limite della giusta intonazione. Più volte la Festa di S. Lucia di Belpasso è stata elogiata quale festa di grande significato religioso e la "tredicina" ne è un esempio evidente, basta pensare che ai tempi d'oggi dove i modelli che la società ci propone sono assolutamente lontani dal messaggio cristiano, sono tantissimi i giovani disposti a rinunciare a qualche ore di sonno, incuranti delle freddose mattine si recano in chiesa nei giorni della tredicina che diventa una tappa formativa di preparazione alle celebrazioni del 13 e 14 dicembre. Nei giorni della tredicina si accosteranno al sacramento della Confessione e dell' Eucaristia e con l'animo pieno di fede si recheranno dietro l'altare per gridare con il cuore: "Cittadini, Viva S. Lucia"! Tredicina di S. Lucia (che si recita prima della S. Messa della "Tredicina" di S. Lucia) | I. O Lucia, di Gesù sposa diletta di questo nostro ciel lucida stella, La tua patria fedel, Vergine bella, a Te ricorre ed il Tuo aiuto aspetta. Pater, Ave e Gloria | II. Stabil colonna sei di nostra Fede, Gemma ed onor della novella Chiesa di Belpasso tua sorgi in difesa, se vinto al nome tuo l'iferno cede Pater, Ave e Gloria | III. D'ogni nostro malor liberatrice, fa che resti lontano il rio flagello, e la fame non venga a far macello, dove presiedi Tu gran Protettrice. Pater, Ave e Gloria | IV. Fortezza inespugnabile d'amore. Fa che la guerra ognor resti lontana, e la nemica a Dio forza ottomana del forte braccio Tuo ceda al vigore. Pater, Ave e Gloria | V. Dolce respiro sei del viver nostro; deh! non soffrir che mai di peste infetta gema la patria Tua, Vergine eletta: fugga dai lidi suoi sì fiero mostro. Pater, Ave e Gloria | VI. Tempio d'amor divino stabile e forte, in Siracusa il sangue Tuo spargesti; la terra non tremi più, ferma ne resti e dall'alto cenno Tuo fugga la morte. Pater, Ave e Gloria | VII. Martire invitta, tra le ostili squadre e tra le fiamme rimanesti illesa. Dal furore dell'Etna abbia difesa questa terra, O lucia, a cui sei madre. Pater, Ave e Gloria | VIII. Esempio di virtù, Vergine amante, che ai mendici donasti ogni Tuo avere, Impegna a favor nostro il tuo potere: fa che la terra sia sempre abbondante. Pater, Ave e Gloria | IX. Tu sapesti impetrar, pietosa prole, salute all'egra genitrice e vita; la campagna di pioggia rinverdita abbia a suo tempo copioso sole. Pater, Ave e Gloria | X. Che al casto giglio aggiunga doppio onore la violenza, tu insegnasti. I gigli d'innocenza Tu serba a noi tuoi figli e alle donzelle il verginal pudore. Pater, Ave e Gloria | XI. La gola ed il sen acuto acciar t'impiaga di mortal colpo e al Ciel tu innalzi il viso. per raggiungerti, Lucia, in Paradiso a noi giovi il Tuo giglio e la tua piaga. Pater, Ave e Gloria | XII. Abbattuto per Te l'inferno tace: la tua morte apportò pace alla Chiesa; fa che nostr'alma, ognor da te difesa, goda in terra ed in Ciel eterna pace. Pater, Ave e Gloria | XIII. Or che premio dovuto ai meriti tuoi, regni nel Cielo, a noi lo sguardo dona, pensa che sei Tu nostra Patrona e ognor proteggi il nostro paese e noi. Pater, Ave e Gloria | PREGHIERA A Te, o vergine e Martire augusta, che sei l'astro più fulgido del nostro Cielo, a te sale devota e fiduciosa la preghiera dei Tuoi figli, che Ti hanno eletta loro Patrona e che in Te ripongono tutte le loro speranze. Simbolo imperituro di candore e di fede, di carità e di fortezza, risplendi sulle anime nostre che purtroppo, fra tanti disordini, non sentono e non gustano come dovrebbero il grande ideale cristiano. Benedici ciascuno di noi, le nostre famiglie, le nostre cose; dal Cielo veglia sulla tua Belpasso, sulla Diocesi, sul Pastore e sul gregge. O gloriosa S. Lucia, che morendo hai preannunziato la pace ed il trionfo della Chiesa, ottieni da Dio la pace alle anime nostre ed alla società, il trionfo della fede, la santificazione di noi tutti e dopo la prova della vita, il gaudio di raggiungerti nella beata eternità. Amen | | |
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