Da più di tre secoli a Belpasso si perpetua la Festa in onore a S. Lucia. Da quel lontano 1636, quando, ottenuta l’autonomia, Malpasso volle elevare Lucia quale Santa Patrona della città, ogni anno, superando i disagi e le disgrazie, le distruzioni e le ricostruzioni, i malpassoti, i fenicioti e belpassesi celebrano con grande fasto la ricorrenza della morte di S. Lucia. Anche se con sostanziali cambiamenti, dovuti al continuo emigrare del popolo belpassese, dal sito di Fenice Moncada in poi la festa è giunta ai giorni nostri pressochè intatta, conservando, cioè quei momenti tradizionali fondamentali che ne caratterizzano la solennità. Ecco di seguito esposto un escursus della festa di S. Lucia a Belpasso: Entrando il mese di ottobre già gli organizzatori della festa entrano in fermento: Il Comitato si riunisce per programmare i punti generali della festa e concludere i contratti con le ditte d’illuminazione, con i “bummari”, con le bande musicali. Inizia la questua cittadina, volgarmente detta “a cugghiuta” che serve sia per raccogliere i fondi per poter sostenere le spese della festa ma anche per coinvolgere i cittadini in pima persona alla realizzazione della Festa della S. Patrona. Nella sede del Circolo Cittadino si discute sull’allestimento di quelle che sono le manifestazioni culturali che caratterizzano la festa. Si programmano le riunioni con i devoti che indossano la tradizionale “Cappa” bianca, che saranno poi coloro che per due lunghi giorni tireranno i cordoni della “Vara” lungo tutto il paese. Intanto in qualche angolo del paese, nei vari quartieri, il capo mastro ed alcuni intimi si radunano per la progettazione del “Carro” del proprio quartiere. |