| I Carri di Santa Lucia... | | Sin dal XIX secolo, delle festività in onore di S. Lucia, vergine e martire siracusana, patrona di Belpasso, quella dei “cantanti” costituisce il momento tradizionale più noto, affollato e suggestivo. I ”cantanti”, o esattamente, “i giovani cantanti”, sono i protagonisti di una appassionante vigilia cui partecipa una folla enorme composta anche dalle popolazioni dei centri vicini. Espressioni della storia di Belpasso, tradizionalmente legata ai vari quartieri, (S. Antonio, la Matrice, il Purgatorio, S. Rocco e S. Maria della Guardia) i “cantanti” si preparano con impegno orgoglioso, e a prezzo di sacrifici inenarrabili, all’appuntamento del 12 Dicembre, allestendo in gran segreto il loro “carro” in un vecchio magazzino o in un palmento abbandonato o in cortile sotto il cielo di freddo cristallo. Il meccanismo del carro, sin da tempi remoti, fa parte di un segreto che fino all’ultimo deve restare tale anche per gli addetti ai lavori. Lo conosce solo il “mastro”, che ne è l’ideatore e pochi intimi. Così viene preparata la grande sorpresa dell’”entrata dei cantanti”. Cosi, il prof. Giuseppe Sambataro, scriveva, tempo fa, della suggestiva manifestazione dei carri di S. Lucia che si svolge ogni anno a Belpasso la sera del 12 Dicembre, vigilia della festa e primo di tre intensissimi giorni di celebrazioni, vera memoria storica della nostra gente che si tramanda da generazioni. | 
Carro quartiere "S.Antonio", foto di repertorio | | Già l’alba della vigilia ha visto concludersi la “Tredicina”, per tredici giorni, infatti, alle cinque del mattino la gente è venuta in chiesa per rendere omaggio alla Santa Patrona. Poi in serata si svolge la processione con le reliquie, incastonate in artistici reliquiari, (una di queste è la più antica testimonianza della devozione a S. Lucia; tale reliquia fu portata in processione davanti al fuoco dell’Etna del 1669). |

Carro Matrice anno 2003 | Ora è il momento dei Carri e delle Cantate, Piazza Duomo e gremitissima. Entrambi i cantanti, eseguono le antiche cantate in onore della Santa e, poi, ecco il momento più atteso, quasi magico: l’apertura dei Carri che qui viene detta “spaccata”. I Carri, enormi costruzioni meccaniche, si presentano in piazza racchiusi dentro pochi pannelli scenografici, che successivamente, come per incanto, incominciano ad aprirsi. E’ un susseguirsi di “spaccate”, luci multicolori, effetti scenici, allegorie, un’alternarsi di congegni meccanici che preparano l’apoteosi di S. Lucia, scena finale che solitamente raggiunge la considerevole altezza di oltre dieci metri. E’ una sagra di autentica religiosità popolare. Le maestranze di ogni quartiere hanno fatto a gara per allestire il carro più bello, ed ora ne vanno orgogliosi. I carri sono tutti aperti, la gente li guarda, sono veramente belli. | | | E’ quasi notte. E’ “a notti di Santa Lucia”. Per tutta la notte alcuni dei più devoti veglieranno sul campanile del Matrice e suoneranno il campanone (tra i più grandi d’Italia); altri si raccoglieranno nelle contrade “Ascino” e “Silva”, accenderanno i fuochi e illumineranno la notte con i bagliori delle salve a cannone. E così giunse l’alba del giorno di S. Lucia, salutata dallo scampanio del campane di tutte le chiese. Per tutta la giornata si svolgerà la processione col Simulacro e lo Scrigno di S. Lucia, intronizzato sul fercolo, finemente cesellato - opera dell’argenteria siciliana del ‘700 - e tirato mediante lunghi cordoni dai cittadini che indossano una cappa bianca. Il Fercolo, detto “Vara”, attraversa tutti i quartieri cittadini ed a tarda sera, mentre il Simulacro rientra lentamente nella “cameretta”, gli occhi di tutti si rivolgono imploranti e commossi verso la Santa e si levano alte le invocazioni dei fedeli. E’ una sensazione straordinaria, travolgente, mista di speranza e di affetto verso questa “Santuzza bedda” che dai cieli accompagna la nostra vita e la nostra storia. |
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