Benvenuti a Belpasso

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...Giunti a Belpasso, dalle varie direzioni possibili, ecco di seguito, come arrivare al centro del paese e più precisamente alla Chiesa Madre dove è custodito il Simulacro e le Sante Reliquie di Santa Lucia v.m.:

Seguendo l'esempio del turista che arriva da Catania e si immette all'uscita Piano Tavola - Belpasso, si arriva a Belpasso da sud e ci si immette direttamente nella via principale della cittadina che si chiama Via Roma, una via caratteristica per la pavimentazione con piastrelle di basalto lavico quadrangolare.

Percorrendo la Via Roma si attraversa una Piazza (con quattro canti) che si chiama Piazza Umberto e subito dopo una Piazza, posta di fronte alla Chiesa Madre (dove si conservano le Sante Reliquie di S. Lucia v.m., patrona della città), che si chiama Piazza Duomo. 

 

Breve cenno storico

Belpasso è una solare cittadina situata sul versante meridionale dell' ETNA a mt. 551 slm e a Km 17 Nord-Ovest da Catania, Belpasso ha un territorio di Kmq 164,49 che iniziando dal cratere centrale finisce alla piana di Catania. Anticamente si chiamava Malpasso e sorgeva sulla strada che da Catania portava a Messina a ridosso di monte Pileri. Era una pletora di piccole comunità agricole poste in luoghi impervi che con l'andar del tempo furono bonificate con l'impianto di colture di mele e viti. Dal 1456 Malpasso fu signoria del Conte di Adernò, don Guglielmo Raimondo Moncada, che comprò dal Re di Napoli lo " Stato di Paternò e Malpasso". Il paese ottenne l'autonomia amministrativa nel 1636 e quello stesso anno Santa Lucia ne fu eletta Santa Patrona. L'eruzione dell'Etna del Marzo 1669 distrusse completamente Malpasso che fu edificata più a valle, vicino al feudo di Valcorrente, col toponimo di " Fenicia Moncada" dall'uccello mitologico che risorge dalle proprie ceneri e in ossequio ai signori del luogo. Nel Gennaio 1693 il terribile terremoto di Sicila distrusse anche Fenicia Moncada già provata dalla febbri malariche. La ricostruzione fu pensata più a Nord, in un sito più salubre su un costone lavico sopra il piano di Garofalo. Il progetto redatto da mastro Michele Cazzetta, capomastro di Caltanissetta, prevedeva rette e traversa spaziose. Il nome doveva far sperare ad un futuro migliore. Nasceva così Belpasso, la scacchiera dell'Etna, con le sue strade larghe, le piazze, le case e i palazzi. Le eruzioni etnee minacciarono ancora l'abitato nel 1886 e nel 1910, fermandosi, comunque, quasi alle porte del paese e nel 1983 quando fu distrutta buona parte del territorio boschivo.